I miei fallimenti: Imprenditori del caffè (2000)

PROLOGO

Ti ricordi cosa facevi a 25 anni? Io il caffè!

Tutto iniziò quando il mio amico Giuseppe lesse su Millionaire – essì, già allora sognavamo in grande – la notizia di un business in rapida crescita: il settore dei distributori automatici di bevande. Le macchinette del caffè insomma!

A vent’anni hai l’entusiasmo e l’energia a mille, all’inizio della tua vita lavorativa senti di poter dire “sì” ad ogni esperienza. La capacità di analisi e le doti di business planning verranno un po’ dopo. Forse un po’ tardi, ecco.

Ed è così che – partendo da un articolo di giornale – Giuseppe ed io ci trovammo nel giro di qualche mese ad essere esperti di qualità arabica, tostatura e macchine conta-resto. Eppure non sapevamo ancora che qualcosa sarebbe andato enormemente storto (e no, non c’entra Nespresso). Trovandoci alla fine al verde ma con una lezione di vita che portiamo con noi ancora adesso.

COME IN SILICON VALLEY

Avellino, California.

Dicono che, quando presenti la tua idea di startup in Silicon Valley, la prima domanda che ti fanno è “quante startup hai fatto fallire prima di questa?” Lì gli imprenditori e i venture capitalists investono solo in chi alle spalle ha almeno due o tre fallimenti perché solo chi ha sbattuto contro il muro – e lo ha fatto più volte – sa poi costruire delle aziende resistenti e di successo.

Potremmo giustificare così i nostri fallimenti io e il mio amico Giuseppe, ora che siamo degli “affermati imprenditori” nel mondo del credito e della finanza 😊 Nel 1997 invece, credevamo di essere avanti a tutti, con le prime macchinette del caffè ad Avellino. E mica un caffè qualsiasi? I nostri distributori offrivano espresso e cappuccino con caffè macinato al momento (non quello solubile)!

Bastarono pochi mesi per capire che qualcosa non andava: i luoghi assegnati per i distributori mancavano di un “dettaglio”, i clienti! Da un gommista ricordo ancora che la macchinetta la usavano per legarci il guinzaglio del cane (di nome Max, per la cronaca). E poi la logistica del prendi-la-ricarica, porta-la-ricarica, carica-la-ricarica ci costrinse presto ad un flipper alla rincorsa dei refill di acqua, zucchero, bicchieri o caffè.

Per farla breve ci perdemmo dei soldi. Tanti (allora c’erano ancora le lire) e dopo neanche un anno chiudemmo l’avventura per il dispiacere nostro e di mio padre (che ci aveva aiutato con un po’ di credito iniziale). E forse anche di Max che – sotto sotto – si era ormai affezionato a quei nostri distributori.

Falliti e senza soldi: da dove ripartire?

COSA HO IMPARATO

Un cappuccino e Darwin mi hanno insegnato a fare l’imprenditore.

Una volta ho letto che in principio gli uccelli avevano le piume per la regolazione della temperatura corporea, mica per volare. Solo dopo furono “adattate” al volo da parte degli uccelli che vivevano in habitat già caldi. Questo principio in biologia si chiama “esattazione” e descrive i casi in cui usiamo qualcosa di esistente per scopi e funzioni nuovi, come ad esempio iniziare a volare!

Ecco, il cappuccino e il caffè del 1997 sono state le mie ali. L’avventura da “Millionaire” con il mio amico Giuseppe è fallita, certo. Ma come dice Scott Adams, “you win even you fail”, vinci anche quando fallisci. Perché le doti che abbiamo appreso con le macchinette del caffè si sono rivelate fondamentali a distanza di anni, quando le condizioni sono cambiate e abbiamo iniziato le nostre carriere in altri contesti. 

Ecco la vera “lezione” di quella esperienza: gli insuccessi fanno semplicemente parte della vita e non c’è troppo da guardare indietro a rimuginare su cosa è andato storto. Magari abbiamo sbagliato noi, magari le condizioni intorno non erano ancora mature. Ma ciò non voleva dire che dovessimo smettere di provare.

Anzi, può sembrare un paradosso ma forse l’aspetto migliore del fallimento è che può darti la libertà (!) perché rimuove il peso enorme delle aspettative. Una volta che hai fallito, allora puoi iniziare a crescere. Così, quando ci abbiamo riprovato la volta successiva come imprenditori, abbiamo trasformato quel cappuccino in un fantastico paio di ali. E abbiamo spiccato il volo!

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2021-06-17T10:32:48+02:00 Maggio 21st, 2021|Categories: AllenaMenti|